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 - Sinistra
: Stazione di Bergamo : i marciapiedi ed il piano dei binari delle due ferrovie ( gli ultimi 4 binari a destra fanno parte della Ferrovia Valle Seriana – FVS; oggi ospitano il capolinea del Tram ). Sullo sfondo a sinistra il deposito locomotive e le officine FVB; al centro il magazzino merci ed il piano caricatore coperto FVS. A destra il deposito locomotive e le officine FVS.

 - Destra : Veduta d’insieme delle stazioni FVB e FVS di Bergamo. Gli edifici delle due stazioni si trovano ancora oggi ( non rappresentati ) al termine dei binari sullo sfondo. La parte di ferrovia FVB ( a destra nella foto ) ospita oggi il deposito degli autobus extraurbani, mentre la parte FVS è stata recuperata con il capolinea della linea 1 del Tram.











- sinistra : a Bergamo il piano caricatore coperto FVS.
- destra  : il magazzino merci FVB.


- Fermata di Borgo Palazzo : è la prima che si incontra uscendo dalla stazione di Bergamo ed è anche l'unica in comune tra FVB e FVS.
Il ponte pedonale a sinistra è stato demolito qualche anno fa per permettere il passaggio della linea tramviaria della TEB.


- Via S.Fermo: dopo Borgo Palazzo le due linee corrono parallele fino dopo  il PL di via S. Fermo, prima di separarsi verso le rispettive valli.
Nelle vicinanze di via Bronzetti, fino agli anni '60 c'erano il gasometro e la centrale del latte, qui schematicamente rappresentati.



F. V. S.

- Albino : piano dei binari della stazione  che, nel plastico, è la prima importante sulla linea FVS.
E' presente anche l’'edificio di stazione.   Il binario in basso a destra rappresenta il raccordo con il cementificio al di là del Serio, e passava sul ponte misto ferroviario e stradale.      E' l'unico modulo ancora da terminare nel paesaggio.







- Albino: due vedute della stazione con la cabina elettrica, il serbatoio dell'acqua e i gabinetti.











- Ponte Nossa : vista d'infilata della stazione con alle spalle gli edifici del centro abitato. Da notare la differenza di dimensioni tra il fabbricato di stazione e gli altri edifici. Il tutto ripropone quasi esattamente il paesaggio come era ai tempi della ferrovia. La stazione  è stata demolita per fare posto alla fermata degli autobus che servono l'alta valle. Gli altri edifici sono tutt'ora esistenti.

- Ponte Nossa: l'unica galleria della FVS arrivava direttamente nello stabilimento AMMI, dove avveniva la trasformazione in piombo e zinco dei minerali provenienti dalle miniere della Valle del Riso.













    - Sinistra: Due degli edifici che si trovavano adiacenti al piazzale esterno della stazione di Ponte Nossa. La costruzione del modello è stata effettuata da Franco Bonomi utilizzando del Forex per l'edificio e stirene Evergreen per le finestre. Sulla sinistra il piano caricatore scoperto della stazione.
 - Destra: L’imponente edificio delle ex case popolari ricostruito da Erli Pievani. E’ stato necessario realizzare più di 80 finestre e 21 portoni e vetrine ad arco. Il tetto, come tutti gli altri, è fatto con strisce di cartoncino ondulato incollate una sull'altra. In primo piano il quadro sinottico della stazione, dove sono indicate le utenze per la simulazione del traffico merci dell'impianto.



- Ponte Nossa: La stazione costruita da Erli Pievani, da fotografie prese poco tempo prima che la stessa fosse demolita, utilizzando del Polyplat  e fascette da elettricista per le ante delle finestre.











 - Clusone: il diorama della stazione di Clusone è stato aggiunto al plastico alla fine del 2011 in omaggio alla mostra del M.A.T. di Clusone per il centenario dell'apertura della tratta Ponte Nossa - Clusone.   Qui un treno passeggeri trainato dalla FVS 30 detta "Roma".


F.V.B.









 - Sinistra: L’ingresso in stazione di Villa d'Almè, prima importante stazione della FVB, col binario lato Bergamo. Da notare l'’estremo realismo della scena, tradito solo dall'’interruzione del paesaggio a sinistra della foto.
 - Destra: Vista panoramica della stazione di Villa d'Almè. 
Su questo modulo ( in verità su tutto il vecchio plastico FVB ) le rotaie sono posate a mano e gli scambi e la linea aerea sono interamente autocostruiti.










- La fermata di Clanezzo: si trova sul modulo di raccordo tra Villa d'Almè e Brembilla-Grotte. Al centro, la ferrovia; sopra, la strada provinciale della valle Brembana da cui si stacca il sentiero pedonale che raggiunge la stazione e poi continua a scendere fino alla passerella sospesa sul fiume Brembo


























- Brembilla Grotte: vista d'insieme dei due moduli che ospitano i famosi “ ponti di Sedrina “ e la stazione di Brembilla–Grotte delle Meraviglie. Al centro il greto del fiume Brembo, il suo affluente torrente Brembilla e i cinque ponti presenti in questo scorcio di paesaggio. L'ambientazione è fissata in un periodo che va dal 1920 ca. ai primi anni '50, quando non erano ancora stati costruiti i due nuovi ponti stradali.


- Modulo di transizione tra le sta-
zioni di Brembilla e S.Giovanni Bianco, realizzato da Sergio Morzenti.























-  S.Giovanni Bianco: viste d'insieme della stazione. Anche questo diorama faceva parte, come Villa d’Almè,del vecchio FVB. 


- Cornello dei Tasso: modulo di transizione tra le stazioni di S.Giovanni Bianco e Piazza Brembana,opera di Roberto Longhi.


































- Piazza Brembana: Vista del piano di stazione. 
In evidenza i pali ed i portali della linea aerea sui quali, per una precisa scelta di praticità, non è stato steso il cavo di contatto.
- Al centro: l'edificio di stazione di Piazza Brembana con il magazzino merci ed il piano caricatore. 
- A seguire: i locomotori FVB 2 e FVB 3 in attesa della partenza, il "coccodrillo" FVB 11 in ingresso in stazione con carri merci e lo stesso in manovra dei carri.
Tutti i locomotori sono stati interamente autocostruiti da Franco
Bonomi; FVB 11 è stato poi ricostruito da Beppe Ravasio.


Chi volesse visitare il plastico è pregato di contattare il Presidente o il Segretario del GFO.


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Le  fotografie presentate in questa pagina riguardano un plastico modulare che ripro- duce alcune stazioni delle ferrovie di Valle Seriana (FVS) e di Valle Brembana (FVB ), entrambe chiuse all'esercizio nella seconda metà degli anni sessanta.Il plastico è nato dall'antico interesse di due amici (Erli Pievani e Franco Bonomi) per le ferrovie delle Valli.   Invece di fare due plastici separati, Erli ha proposto a Franco di unire...le forze e costruire un impianto che comprendesse le due ferro-vie, soprattutto con le stazioni di Bergamo che confluivano in un'unica sede, con raccordo tra le due ammi-nistrazioni e, in modo autonomo, con le F.S.       

E' così iniziata, nel lontano 1996, nella mansarda di Erli, la costruzione di questo plastico che, oltre ai già citati scali di Bergamo e delle adiacenti F.S., comprende le stazioni di Brembilla Grotte ( con i 5 "ponti di Sedrina "), Piazza Brembana ( capolinea della ferrovia ) e la fermata di Clanezzo per la FVB; mentre per FVS le stazioni di Ponte Nossa e Clusone (capolinea). Nel 2004 Clusone è stata smantellata per far posto ad Albino che, dal punto di vista del movi-mento dei treni, era sicuramente più interessante.
Il plastico era formato da 8 pannelli compositi, con altrettante stazioni.    Sono state necessarie numerose visite sul posto, scattando innumerevoli fotografie, per poter riprodurre fedelmente i luoghi e gli edifici delle ferrovie ( alcuni dei quali ancora esistenti al momento della realizzazione); molto è stato anche attinto da libri e 
da fotografie dell'epoca. Non manca una parte dedi-cata ad uno scalo FS, raccordato alle valli, per il movimento dei carri da e per le varie destinazioni al di fuori delle due ferrovie locali.

Armamento:
Si è optato per un armamento "leggero", come d'altra parte era in realtà, usando binari flessibili ROCO cod. 83 e scambi PECO cod. 75.  Gli scambi sono azionati manu-almente e, a Bergamo FVB, in previsione di installare la catenaria, sono stati costru-iti dei rimandi a leva sul bordo dei pannelli. Solo nella stazione di Brembilla, dove uno scambio (come al vero) è in galleria, gli scambi sono stati elettrificati con motori sottoplancia "Tortoise".La palificazione della catenaria FVB (FVS non era una ferrovia elettrica) è realiz-zata in modi diversi a seconda del periodo storico di ambientazione : tipo F.S. a Bergamo e Piazza Brembana; con spezzoni di rotaia cod. 55, fungo contro piede, a Clanezzo e in pali di legno a Brembilla.

Pannelli e paesaggio :
Erli ha una buona propen-sione per i lavori in legno e quindi tutta la parte di falegnameria è stata di sua competenza. Allo stesso modo la posa del binario e della massicciata.     Per quanto riguarda la parte elettrica/elettronica Franco si è occupato degli alimen-tatori e dei regolatori elettronici. Il plastico nasce completamente analogico, anche perché all'’epoca il digitale era agli albori e non se ne sapeva molto.
Gli edifici sono  autocostruiti e, per la FVB, sono autocostruiti da Franco tutti i locomotori (6) e un discreto numero di carri e carrozze. Comune, invece, è la riproduzione del paesaggio.

Esercizio :
Rielaborando alcuni articoli della rivista americana "Model Railroader" è stato instaurato un sistema di mo-vimento carri che si avvicina molto alla realtà. Con un po' di fantasia e rifacendosi a reali insediamenti industriali delle due valli, sono stati individuati ca. 200  possibili itinerari per i nostri carri merci, che comprendono rotabili delle due ferrovie in questione, ma anche molti altri provenienti da diverse amministrazioni ( F.S. - DB - SNCF - ecc. ) che anche al vero circolavano in FVS e FVB e provenienti dallo scalo FS.
Per ogni itinerario è stata approntata una schedina di 8x6 cm su cui sono indicati i luoghi di partenza e destina-zione, il tipo di carro da uti-lizzare ed il materiale tra-sportato. Ogni carro (sono più di 100 ) ha una scheda in cartoncino di 14x10 cm, riportante le caratteristiche del carro stesso, per la sua individuazione sul plastico (amministrazione - tipo – materiale trasportato -ecc); nella parte bassa del carton-cino è applicata una " tasca" di plastica trasparente.
Le nostre "sessioni di lavoro" si svolgono in questo modo: si scelgono casualmente una dozzina di schedine di esercizio, per stabilire gli itinerari del convoglio da formare ( uno per FVS e uno per FVB ); in base al materi-ale da trasportare si scel-gono i carri adatti e si inseriscono le schedine con le destinazioni nelle tasche trasparenti dei rispettivi cartoncini. Naturalmente la composizione dei treni comporta un certo tempo in quanto i carri, se non già disponibili, devono essere trasportati alle stazioni di partenza da quelle in cui si trovano al momento dell'inizio del " gioco ".
I rispettivi cartoncini seguo-no sempre il carro nel suo itinerario . Una volta com-posto il convoglio,questo può partire per trasportare le merci a destinazione : l'esercizio comporta anche lo smistamento dei carri nelle stazioni di arrivo. Quando il carro è a destinazione viene rimossa la schedina di esercizio e la scheda del carro rimane nel box della ultima stazione toccata : in questo modo è sempre pos-sibile rintracciare tutti i carri.   Al termine della ses-sione è prevista la restitu- zione dei carri al luogo di origine del movimento.
Per maggior divertimento e per complicare un po' le cose poi, ogni 30 minuti c'è l'esercizio di due convogli passeggeri ( questi senza schede prefissate ) che percorrono le due ferrovie per l'intera tratta : e i binari di transito nelle stazioni devono essere liberi!!       Per dare un'idea della com-plessità di questo tipo di esercizio, la gestione di 2 treni di 5-6 carri ognuno, impegna 3-4 operatori per ca. 3 ore : ma è uno spasso indescrivibile.
Vedere treni circolare su un plastico è sempre uno spettacolo affascinante, ma partecipare personalmente all'esercizio è una cosa impagabile.

Aggiornamenti:

Come già detto, nel 2004 la stazione di Clusone è stata smantellata. Al suo posto è stata spostata, con qualche modifica, Ponte Nossa, inse-rendo al posto di questa ultima la stazione di Albino.  Ma la novità più importante è stata la digitalizzazione dell'’impianto e quindi delle locomotive e dei locomoto- ri. Naturalmente, dato il tipo di esercizio , tutto è ancora manuale senza automazione.
E’ stata  presa questa deci-sione per eliminare tutti i sezionamenti presenti nelle stazioni, che erano di diffi-cile individuazione sui sinot-tici muniti di interruttori a slitta e pulsanti.           Anche l’impianto elettrico ne è risultato semplificato, con l’eliminazione di qualche de-cina di metri di cavi elettrici.
Per le macchine sono stati usati decoders NCE, riuscen-do ad installarli sia sulle autocostruite della FVB, che sui modelli Rivarossi della FVS.
Erli ha anche costruito, con grande soddisfazione, una vaporiera, FVS 30 (Roma), rifacendosi a fotografie dell’originale, utilizzando il telaio e la motorizzazione di una T3 Brawa.

Nel 2010, in occasione del parziale smantellamento del vecchio plastico sociale, l’Assemblea ha approvato la proposta di Erli e Franco di spostare nella sede del GFO il plastico delle Valli, inte-grandovi anche le due stazioni di Villa d’Almè e S.Giovanni Bianco, recupe-rate dal vecchio plastico FVB di Franco e Sergio.    Si sono dovuti fare vari adat-tamenti e aggiunte di rac-cordi tra i moduli per riadat-tare il plastico alla nuova collocazione. 

Nel 2011, dopo l’invito del Museo Arte Tempo (MAT) di Clusone a celebrare il centenario della apertura della tratta Ponte Nossa-Clusone della FVS, si è deciso di ricostruire la stazione capolinea di Clusone e di esporla per quattro mesi alla mostra organizzata dal MAT stesso. 

Attualmente il plastico è praticamente terminato nel suo insieme, salvo poche finiture da apportare, soprattutto sul modulo della stazione di Albino.

Buona passeggiata tra le fotografie del plastico delle Valli Bergamasche :        con l'’invito a tutti a visitarlo in sede.
























 
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